La storia dello snus svedese

Esiste un prodotto, estremamente popolare in Svezia ma non solo, che per molti aspetti è molto simile alle chew bags. Sicuramente possiamo dire che le chew bags siano un prodotto che, per metodologia di utilizzo, somiglia molto allo snus svedese. Pertanto penso possa essere interessante per voi lettori sapere da dove deriva questo modo di utilizzare il tabacco. 

Una tradizione vecchia millenni 

Gli esseri umani utilizzano il tabacco da migliaia di anni. Esistono tracce dell’utilizzo di tabacco che datano a circa 8000 anni fa. 

Come molti di voi sapranno il tabacco è una pianta che viene dalle Americhe, pertanto, prima del 1492, nessun Europeo aveva mai visto e utilizzato il tabacco. 

Se la storia del tabacco è così antica, l’abitudine di fumarne le foglie è decisamente più recente. Nel Nuovo Mondo, il fumo di tabacco aveva una valenza divina e trascendentale. Il fumo, che per le sue proprietà fisiche va dal basso verso l’alto, simboleggiava un passaggio simbolico tra il terreno e il divino.

Gli studi suggeriscono che in origine il tabacco venisse utilizzato principalmente per via orale, masticando le foglie, spesso assieme alle foglie di altre piante medicinali della tradizione amazzonica. 

Il tabacco aveva la funzione di alleviare la fatica durante le battute di caccia e aumentare la resistenza delle persone che ne facevano uso. 

Dobbiamo anche considerare che il tabacco delle origini era completamente diverso da quello a cui siamo abituati oggi. Si trattava di una varietà con alti livelli di nicotina che poteva avere anche effetti psicoattivi, specie se mixato con altre piante dalle note proprietà psichedeliche, come l’aiahuasca. 

La scoperta del nuovo mondo e del tabacco 

La prima testimonianza di un europeo che viene a contatto con il tabacco da sniffo (antenato dello snus) è il monaco Ramon Pane, il quale accompagnò Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio in quelle che pensava fossero le Indie. 

Dai primi anni del 1500, a Lisbona, si inizia a coltivare il tabacco per scopi medicali e terapeutici. 

Nella metà di quel secolo, l’ambasciatore in Portogallo della Corona Francese si interessò al tabacco e alle sue presunte proprietà terapeutiche. Il suo nome era Jean Nicot. 

Nicot, oltre a dare il nome scientifico della pianta del tabacco (nicotiana tabacum), nonché al suo principio attivo, la nicotina, ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione dell’uso del tabacco in Europa. 

Jean Nicot offrì il tabacco a Caterina De Medici, allora regina di Francia, come possibile cura alle sue frequenti emicranie. Da allora il tabacco entrò nelle residenze nobiliari e fare uso di tabacco da sniffo divenne un’abitudine di questa classe sociale. 

La crisi dello snus e la diffusione del sigaro e della pipa

Le prime testimonianze di uso di tabacco orale in Svezia risalgono al 1687. Si tratta di un documento di vendita tra un mercante svedese e uno finlandese. 

Già nei primi anni del ‘700 l’antenato dello snus è diffusissimo in Svezia e in generale nell’area Scandinava. Proprio in quegli anni un contadino di nome Jonas Alströmer inizia a coltivare tabacco direttamente sul suolo svedese. 

Alla fine del ‘700, la rivoluzione francese ebbe un grande impatto sul consumo di snus in Europa. La classe nobiliare entrò in un lungo periodo di crisi, attenuato solo durante l’epoca napoleonica, e con essa divennero meno popolari le abitudini dei nobili, tra cui l’uso dello snus, che subì la crescente popolarità del sigaro e della pipa. 

La Svezia e la tradizione dello snus 

Nel 1800 si iniziò ad utilizzare lo snus come lo si utilizza oggi, ovvero posizionando il tabacco tra il labbro e la gengiva. Inizia qui la lunga tradizione dello snus in Svezia. 

Nel corso del XVII secolo inizia la produzione di snus in Svezia. I precursori furono principalmente tre: Petter Swartz, che creò lo snus Röda Locket, J.A Boman, padre del brand General snus, lo snus più venduto al mondo tutt’oggi e Jacob Frederik Ljunglöfs il quale aprì nel 1822 il più grande stabilimento di produzione di snus al mondo per distribuire in tutto il paese lo snus del marchio Ettan, molto popolare anche ai giorni nostri. 

A partire dalla seconda metà dell’800 gli svedesi iniziarono a trasferirsi oltreoceano per cercare fortuna e aprire nuove vie commerciali con gli Stati Uniti. Con essi portarono la tradizione dello snus, che fin da subito ottenne un riscontro molto positivo. Tutt’oggi gli USA sono uno dei mercati più interessanti per chi produce, distribuisce e vende snus. 

Nel 1919 si registrò in Svezia il record di vendite di snus con 7000 tonnellate di tabacco consumato. Facendo una semplice divisione si ottiene un consumo procapite di circa 1,2kg di snus. La popolarità di questo prodotto ha raggiunto il primo picco e forse il periodo di maggior successo nella sua intera storia. 

Negli anni successivi lo snus subì una forte crisi determinata dalla crescente popolarità delle sigarette e i consumi calarono drasticamente anche in Svezia. 

Lo snus tornò in voga nella seconda metà del Secolo Breve, quando furono confermati gli effetti dannosi provocati dal consumo di sigarette e in generale dalla combustione 

A partire dal 1970 lo snus inizia ad essere porzionato in bustine. Un cambiamento epocale che aprì il mercato ad altre categorie di consumatori, che prima erano restii ad utilizzare lo snus per la poca praticità del cosiddetto loose snus (lo snus venduto sfuso, che viene impaccato utilizzando le dita e posizionato tra il labbro e la gengiva). 

Da allora lo snus in Svezia è diventato sempre più popolare e ha contribuito a ridurre sensibilmente il consumo di sigarette nel paese, con la conseguenza di migliorare la salute e l’aspettativa di vita dei cittadini svedesi. 

Non è un caso se la Svezia oggi registra il minor numero di malattie riconducibili al tabagismo e ha uno dei tassi di fumatori minori al mondo. 

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